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Il sonno, un trattamento di bellezza quotidiano

Postato da Margherita Rollino

Chi dorme non piglia pesci.

Quante volte ci siamo sentiti ripetere questa frase?

Sicuramente una buona parte di verità in questo proverbio c’è,  ma presi dal ritmo frenetico della vita di tutti i giorni è ben non dimenticare quanto sia importante, a tutte le età, dormire bene e dedicare al sonno il giusto tempo.

Si dice che la giornata ideale dovrebbe essere scandita da cicli di 8 ore: 8 ore per lavorare, 8 ore per divertirsi e 8 ore per dormire. Con gli attuali ritmi della vita questo schema si sta trasformando in molte più ore passate al lavoro e sempre meno per lo svago e, soprattutto, per il riposo notturno.

Sacrificare le ore di sonno per attività o impegni considerati più importanti e prioritari, alla lunga non porterà ad altro che a fare tutto male.

Dormire non è sinonimo di chiudere gli occhi e perdere del tempo prezioso, ma al contrario è davvero importante poiché durante la notte il nostro corpo fa il pieno di energie per affrontare la nuova giornata e tutte le attività che dovranno essere svolte.

A tal proposito vediamo più da vicino cosa accade al nostro organismo mentre dormiamo e perché sia fondamentale non solo dormire, ma dormire bene.

 

Le quattro fasi del sonno

Il sonno è caratterizzato da un andamento ciclico, con stadi alternati di fasi NREM, fase non legata al movimento rapido degli occhi e fasi REM, caratterizzate invece da movimenti rapidi degli occhi.

In una normale notte di sonno si verificano da quattro a sei cicli alternati di fasi NREM e REM.

Fase 1 – l’addormentamento

La prima fase, NREM,  è la fase in cui inizia l’addormentamento e in cui l’attività cerebrale comincia a rallentare, i muscoli iniziano a rilassarsi, la temperatura corporea diminuisce, fino ad abbassarsi di due gradi e mezzo. Verso le 3 del mattino si registra il picco minimo di temperatura corporea, mentre il picco massimo si registra verso le ore centrali del pomeriggio. Durante il picco minimo di temperatura, le funzioni sono rallentate, le capacità cognitive limitate e lo stato di vigilanza minimo.

Questa fase è caratterizzata, come anticipato, da lenti movimenti degli occhi e dura all’incirca dai 5 ai 15 minuti. Quando si trova in questo stato, una persona può essere svegliata molto facilmente e, se ciò avviene, avvertirà una spiacevole sensazione di stanchezza e di non aver dormito abbastanza.

Fase 2 – il sonno leggero

In questa seconda fase, che presenta le stesse caratteristiche della NREM, la respirazione comincia a farsi più lenta, con possibili apnee, la pressione sanguigna e la frequenza cardiaca diminuiscono poiché il corpo non ha bisogno di pompare tutto il sangue, permettendo a cuore e polmoni di rilassarsi.  Si attiva il sistema immunitario e aumenta la secrezione dell’ormone della crescita da parte delle ghiandole endocrine, elemento fondamentale, come vedremo, per la produzione di collagene.

Fase 3 – Il sonno profondo

In questa fase il sonno passa da leggero a profondo e il corpo va incontro ad un rallentamento metabolico e del battito cardiaco.

Durante la notte per l’appunto, ogni attività metabolica viene rallentata e il corpo non necessita della stessa quantità di glucosio di cui ha bisogno nelle ore diurne per produrre energia. Mangiare pesante prima di andare a dormire è quindi controindicato: tutto ciò che viene ingerito, infatti, verrà immediatamente assimilato sotto forma di grasso.

Fase 4 – Il sonno molto profondo

In questo momento, definito fase REM, il corpo entra in un sonno molto profondo, in cui inizia la fase onirica che viene ricordata al risveglio. Se una persona viene svegliata improvvisamente durante questa fase, avvertirà una strana sensazione di stordimento per qualche minuto. Gli occhi si muovono avanti e indietro molto velocemente, la respirazione diventa irregolare e il battito cardiaco e la pressione aumentano.

 

8 modi in cui il sonno si prende cura del nostro benessere

Come abbiamo visto, dunque, durante la notte non stiamo solo dormendo, ma ci stiamo prendendo cura di noi stessi.

Il nostro organismo, anche se non ce ne accorgiamo, va incontro a differenti processi e in particolare ad una detossificazione generale, in cui le cellule del nostro corpo espellono tutte le tossine accumulate durante la giornata. Quando si dorme male, infatti, questo processo non avviene completamente e perciò ci si sveglia con occhiaie, colorito spento e maggiore nervosismo.

Durante queste quattro fasi il nostro corpo e la nostra mente traggono beneficio a 360 gradi. Vediamone alcuni nel dettaglio:

 

Rigenerazione della pelle

Primo tra tutti la pelle, l’organo più esteso del nostro corpo, duranti le fasi notturne va incontro ad una rigenerazione. Durante il giorno, proteine ed enzimi vengono fornite alle cellule allo scopo di produrre energia; nella notte invece, quando le attività metaboliche rallentano, il corpo è in grado di ripartire maggiormente proteine ed enzimi alle cellule, che riescono così a rigenerarsi. 

Mentre dormiamo, inoltre, l’epidermide sfrutta questo lasso di tempo per mettere in atto meccanismi di autoriparazione dai danni causati da smog e raggi UV.

 

Rafforzamento del sistema immunitario

Il sonno è un valido alleato del sistema immunitario. A sostenerlo è Jan Born, neuroscienziato della University of Tuebingen.

Born sostiene infatti che dormire bene migliori la memoria a lungo termine, permettendo di assimilare nozioni e di collezionare ricordi. Gli effetti positivi del sonno sulla memoria non sono però limitati al cervello e alle funzioni cognitive, poiché il sonno influenza anche la memoria a lungo termine del sistema immunitario. Grazie alla memorizzazione dei dati su virus e batteri, spiega Born, le cellule immunitarie sono in grado di riconoscere gli agenti patogeni già affrontati in passato e di attivare gli anticorpi necessari a difendere l’organismo da nuovi attacchi.

Diversi studi hanno anche dimostrato come dormire bene porti ad una maggiore produzione di  proteine utili a combattere infezioni e malattie, che durante il giorno vengono invece fornite in quantità minore. Inoltre dormire poco ridurrebbe i livelli di globuli bianchi, necessari per il buon funzionamento del sistema immunitario e per difendere il corpo. Ecco perché chi dorme meno di 6 ore per notte è più soggetto a contrarre i malanni di stagione.

 

Rilassamento dei muscoli

Anche se durante la notte si cambia posizione fino a 30 volte e può capitare di sobbalzare e avere dei piccoli spasmi, i nostri muscoli si rilassano. Le fibre e i tessuti muscolari hanno modo di ricostruire le micro lesioni provocate dai movimenti diurni e di rigenerarsi, a maggior ragione se si è praticata una qualsiasi attività sportiva.

 

Rallentamento del metabolismo

Le persone che fanno fatica ad addormentarsi, che russano o che in generale dormono poco e male possono facilmente sviluppare disfunzioni metaboliche: trigliceridi alti, iperglicemia, eccesso di adipe sull’addome e ipertensione. Sonno e metabolismo sono infatti regolati dalla stessa area del cervello.

Diversi studi hanno dimostrato che dormire male ha addirittura un impatto sul nostro girovita: riposare meno di 6 ore, infatti, porta ad un aumento dei livelli di alcuni ormoni che regolano l’appetito.

Uno studio dell’Università di Chicago, condotto su alcuni volontari, ha dimostrato che  coloro che seguivano una dieta dimagrante e riposavano bene per almeno 8 ore ogni notte, riuscivano a  perdere massa grassa mentre coloro che seguivano lo stesso regime alimentare, ma avevano problemi di insonnia o dormivano poco, perdevano più massa muscolare.

 

Aumento della produttività

Un buon riposo notturno permette di migliorare l’attività del cervello durante l’arco della giornata, aumentando la capacità di concentrazione e di agilità mentale, grazie alle quali risulta più semplice dare risposte adeguate alle problematiche che devono essere risolte durante la giornata.

Questo accade perché il nostro cervello è in grado non solo di consolidare i ricordi, ma anche di organizzarli e strutturarli in modo da poterli utilizzare meglio successivamente.

 

 

Diminuzione dei disturbi infiammatori

Diversi studi hanno dimostrato come dormire meno di 6 ore porti alla produzione di un maggiore quantitativo di proteine legate a fenomeni infiammatori, che sono correlate a patologie serie e importanti come ictus, malattie cardiache e reumatiche e invecchiamento precoce.

 

Regolazione ormonale

Dormire almeno 8 ore per notte è il miglior modo per regolare gli ormoni dello stress, come il cortisolo, un ormone prodotto dalle ghiandole surrenali. Un eccesso di cortisolo può essere alla base di diverse problematiche, tra cui aumento del livello degli zuccheri nel sangue, ipertensione, sensazione di fame costante, sbalzi d’umore e, spesso, irritabilità.

La qualità e la quantità del nostro riposo inoltre influenzano la produzione dell’ormone della crescita. Se si dorme poco, male o se si viene svegliati frequentemente, si riduce la produzione di GH, un ormone che agisce non solo sul mantenimento del grasso corporeo, della massa muscolare e ossea, ma ha anche effetti negativi sull’umore, portando ad irritabilità e stanchezza.

 

Aumento della produzione del collagene

Il sonno aiuta anche ad appianare le rughe e i segni del tempo, mantenendo l’epidermide distesa, rilassata, radiosa e persino più elastica. Questo perché l’appena citato ormone della crescita è anche il diretto responsabile della produzione di collagene di tipo III, pilastro fondamentale della pelle.

Diversi  studi medici hanno infatti dimostrato che è proprio nella fase REM che la produzione di collagene ed elastina aumenta, raggiungendo il suo picco. Motivo per cui è consigliato l’utilizzo di cosmetici prima di andare a dormire, momento in cui la pelle è anche più ricettiva e pronta ad assorbire le sostanze nutritive.

 

Margherita Rollino

Dottoressa in Chimica e Tecnologie Chimiche con Master in Industrial Chemistry presso l’Università degli Studi di Milano.

Collaboratrice del Progetto Cariplo “RiceRes”, promosso da Cnr, Università di Milano e Pavia e dalla fondazione Cariplo, diretto alla valorizzazione degli scarti della lavorazione del riso con la tesi di ricerca "Use of enzymes to enhance the solubilization of rice bran protein".

 

Buon riposo con alkemy ES 3.1

alkemy ES 3.1 crema corpo, grazie alla potente sinergia di sostanze funzionali come microalga Klamath, olio di jojoba, di macadamia, di germe di grano e all’oleolita spagirico di lavanda, può essere utilizzata dopo la doccia serale prima di coricarsi per favorire l’addormentamento.

L’oleolita spagirico di lavanda, infatti, svolge una blanda azione antibatterica e possiede interessanti proprietà antinfiammatorie, pertanto può essere utile per agevolare il rilassamento della muscolatura e delle contratture, che spesso affliggono le persone sottoposte a stress.

La lavanda possiede inoltre proprietà leggermente sedative, indicate in caso di cefalea, emicrania e astenia nervosa. I suoi principi attivi sono utili nel trattamento sintomatico dei disturbi del sonno, sia negli adulti sia nei bambini. Sembra, infatti, che il suo delicato profumo favorisca l’addormentamento.

 



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